tech
Mindflex
By this toy you can control a little ball using brain waves.
Looking at some videos, I see that people can control only the up-down movements of the ball, no other. Not only, really do you think to be able to control a ball like a Jedi Knight? (more…)
Team records ‘music’ from stars

HD49933 was one of the stars observed using the Corot telescope
Thanks to Riccardo.
By Pallab Ghosh
Science correspondent, BBC NewsScientists have recorded the sound of three stars similar to our Sun using France’s Corot space telescope.
A team writing in Science journal says the sounds have enabled them to get information about processes deep within stars for the first time.
If you listen closely to the sounds of each star – by clicking on the media in this page – you’ll hear a regular repeating pattern.
Audio Touch
In a previous post I told you about ReacTable like a kind of 3D Max/MSP; I offer again a video:
Now I report to you Audio Touch, an interactive multi-touch musical table by Seth Sandler, I suggest to visit his page:
Here you find this hand-made prototype, you can try to build it following the video suggestions and downloading the MTmini software (look at MTmini page):
Samchillian
Ovvero, testualmente, a musical instrument based on relativity.
Creato da Eitan Shefer.
o guardalo da youtube qui sotto:
Noisecollective
La presente per informarVi che oggi nasce ufficialmente NOISECOLLECTIVE il portale Italiano dedicato alla sperimentazione audio e video: già a partire da questo istante mentre state leggendo questo comunicato il sito è pubblicamente online ed accessibile all’indirizzo http://www.noisecollective.net/ (.it, .org).
Il progetto NoiseCollective nasce con l’ambizioso intento di riuscire a raccogliere in un unico spazio, tutto ciò che rappresenta la scena sperimentale (ELETTRONICA e NON) Italiana, un sito italiano che parla Italiano, risorsa a nostro parere rara in questo specifico settore.
Un mondo, quello della sperimentazione, sempre esistito ed in continua crescita ed evoluzione ma sul quale è difficile reperire informazioni in quanto frammentato e suddiviso in troppe piccole realtà a sè stanti. NoiseCollective vuole essere uno spazio catalizzatore di tutte queste realtà in modo da rendere più semplice incontrare, non solo virtualmente, persone con gli stessi nostri interessi e con la voglia di condividere con gli altri la propria conoscenza. Il sito è stato strutturato in più specifiche sezioni in modo da facilitare la ricerca e consentire un veloce accesso alle informazioni che si ricercano. E’ stata creata ad esempio la WikiNoise: una sezione che, utilizzando il motore Mediawiki della Wikipedia, dedica i suoi spazi agli strumenti musicali (con relative schede tecniche e descrizioni), agli artisti che hanno segnato e segnano la strada dei nostri comuni interessi e molto altro.
Un Forum di supporto dove poter discutere e scambiarsi informazioni su strumentazione, programmazione, elaborazione, software, hardware, costruzione strumenti, circuit bending, MAX/MSP e molto altro. Un Mercatino per la compravendita di strumenti e hardware come schede audio, interfacce MIDI, etc… Tutorials e Rubriche esclusive sulla programmazione MAX /MSP, sul circuit bending, sulle Net Labels…
NoiseCollective nasce anche con lo scopo di cercare di rendere tutti gli argomenti trattati non solamente una pura disquisizione virtuale ma di concretizzarli realmente attraverso dibattiti, concerti e quant’altro possa servire a portare la sperimentazione alla luce del giorno, visibile a tutti. Registrarsi al sito è assolutamente GRATUITO ed ogni apporto alla community sarà ben accetto. NoiseCollective non vuole essere solamente un portale ma una community che spera col tempo di crescere e di accrescere il proprio apporto culturale, invogliando sempre più le persone a spingersi nei meandri della sperimentazione audio e video.
Uno dei pilastri sul quale poggia l’idea alla base di NoiseCollective, è la Collaborazione. Registrandosi al sito, un utente può da subito interagire con gli altri iscritti, inserire News, promuoversi tramite il Calendario Eventi e partecipare attivamente alla vita della community scrivendo articoli e tutorial, proponendo suggerimenti, consigli e perchè no, qualche critica costruttiva.
Siete ancora qui a leggere? Lo staff di NoiseCollective ringrazia per la gentile attenzione prestata, Vi invita a visitare il sito e a dare il Vs apporto alla community.
-NoiseCollective -
Contatti:
Informazioni: info@noisecollective.net
Promozione: promo@noisecollective.net
Webmaster: webmaster@noisecollective.net
Sonic Chair
Circa 8.000 dollari.
|
ReacTable
Dall’università Pompeu Fabra di Barcellona.
Oggetti rappresentanti VCO, LFO, VCA, VCF e altro interagiscono tra essi. Ma non è solamente un semplice quanto efficace sistema modulare.
Il risultato visivo, bello quanto quello acustico, è quello di vedere anche il livello di influenza tra i vari componenti. Direi quasi una versione 3D di Max/MSP.
Spettacolare.
Musical trinkets
Questi oggettini influiscono elettromagneticamente originando sonorità e armonie modulabili in rapporto a distanza e posizione.
In questo video vediamo all’opera John Zorn:
Accordatori online per chitarra e altri strumenti musicali
|
metronomo e diapason online

Idea carina, non so quanto utile.
Emusicinstitute, produttrice di metronomi, ha realizzato questa free version. Tre diverse skin, range 40/208 e niente fronzoli inutili.
Si clicca direttamente sui pallini gialli corrispondenti alla frequenza impulsiva desiderata.
Prevede anche un generatore audio fissato a 440 Hz.
Personalmente ho sempre usato diapason meccanici, e mi ha stupito la differenza acustica tra le due versioni.
Il diapason meccanico emette una frequenza di 440 Hz di semplice forma sinusoidale.
Nato agli inizi del ’700, sembra che il primo a utilizzarlo fosse stato Haendel, e solamente algli inizi dell’800 venne impiegato per l’accordatura degli strumenti.
Questa è una rappresentazione sommaria di ciò che dovrebbe succedere durante la vibrazione:

Lo ascoltiamo qui:
Avete appena ascoltato il mio diapason. Avendo più di 25 anni di vita la sua frequenza è scesa da 440 a 438 Hz, probabilmente per deterioramento metallico.
Con un ascolto attento notiamo che il suono contiene anche uno zzinnnnn (circa 9560 Hz, ovvero vicino ma NON corrispondente al 22° armonico) della durata di qualche secondo, dato dall’impatto percussivo originario.
Questo è l’unico elemento <disturbatore> che percepiamo, in quanto ve ne sono altri a noi impercettibili, ma che contribuiscono a formare ciò che in effetti sentiamo:
- una frequenza a 2792 Hz
- una frequenza a 876 Hz, ovvero 438*2, ovvero esattamente l’ottava sopra
Ora proviamo un esperimento acustico:
ascolterete in un unico file lo stesso diapason di prima accorciato e ripetuto più volte, prima nella sua integrità timbrica, poi privato dello ziinn, poi privato anche dei 2792 Hz e poi della seconda componente armonica, fino a rimanere con la fondamentale sinusoidale pura; subito dopo il procedimento inverso, man mano aggiungendo le componenti una a una.
Inutile dire che si necessita di buone cuffie.
Ecco il file audio in questione:
Ora eccovi solo le frequenze omesse, ovvero :
- prima lo ziinnn a 9650 Hz (2 volte)
- poi i 2792 Hz (2 volte)
- quindi il 2° armonico a 876 Hz (2 volte)
- poi la F0 (frequenza fondamentale o 1° componente armonico) a 438 Hz (2 volte)
- per concludere con l’onda integra – la somma di tutto (1 volta)
Il diapason digitale emette invece questo suono (440 Hz),
e lo spettro ne evidenzia la particolare sequenza degli armonici:

Da notare il buco tra i 4000 e i 7000 Hz, in ogni caso la sensazione timbrica ci viene fornita dai primi 9 armonici, come si può notare anche da quest’immagine:

Nel seguente video che ho realizzato cerco di farvi “sentire”
- prima tutte le frequenze da 7000 Hz in su, praticamente un sibilo sottilissimo e quasi inavvertibile,
- poi distintamente i primi 6 armonici, dal più grave (440 Hz) al più acuto (2640)
Ovviamente gli armonici sono tutte onde sinusoidali, ed è sorprendente come il loro rapporto d’intensità contribuisca a mutare il timbro.
Cronovisione
Curiosa notizia segnalata da Stero e Giovanni.
“La Domenica del Corriere” del 2 maggio 1972 pubblicava un articolo dal titolo “La macchina del tempo”, costituito da un’intervista effettuata a Padre Pellegrino Ernetti.
Costui sembra che attorno agli anni ’50 abbia ideato con Enrico Fermi (!) una macchina in grado di codificare l’energia acustica e luminosa lasciate nell’etere, permettendo di ascoltare e vedere eventi sonori e accadimenti effettivamente prodotti e verificatisi mesi, anni e secoli prima.
Varie leggende metropolitane asseriscono che la Chiesa si sia impossessata della macchina, e non per distruggerla.

Da Wikipedia:
…il teologo ed esperto di “Transcomunicazione strumentale” padre François Brune ha riportato dopo molti anni alle cronache l’avveniristico ed ipotetico cronovisore, con un suo libro pubblicato del 2002. Lo scrittore francese sostiene infatti che dell’invenzione fu immediatamente messo al corrente il Vaticano nella persona stessa del Papa di allora e pare anzi che la macchina venisse trasportata proprio nella cittadella sacra dove i suoi segreti sarebbero ancora oggi custoditi.
… e ancora da Corriere della Sera/Vivi Milano.it:
Difficile spiegare, in questa sede, quali sono le conclusioni fisiche a cui Pellegrino Ernetti riesce ad arrivare, ma si possono semplificare appoggiandosi a una certa tradizione esoterica cha parla di archivi akashici (l’akasha, in sanscrito, è l’etere). Secondo queste tradizioni l’esistenza è circondata da una sorta di pellicola (gli archivi akashici appunto) su cui si inscriverebbero tutti gli avvenimenti che accadono nel mondo. Quindi tutto il passato è alla nostra portata, sarebbe sufficiente trovare uno strumento che possa intercettare e decodificare questa sorta di pellicola. La tesi non è completamente campata per aria tanto che ne era convinto anche Jung, secondo cui tutto quello che accade si registra da qualche parte; un altrove nel quale il nostro inconscio, se vuole, può andare ad attingere. Secondo Ernetti queste registrazioni avvengono sotto forma di onde che è possibile captare. Il suo racconto è molto fumoso ma pare che pochi anni dopo gli esperimenti con padre Gemelli, padre Ernetti riunisse un’equipe di dodici persone che dovevano rendere attuabile il progetto (fra gli altri Pellegrino Ernetti cita Enrico Fermi e Werner Von Braun).
Non mi interessa approfondire il discorso, in rete vi sono innumerevoli fonti a riguardo, ed ognuno può elaborare le proprie considerazioni, per cui segnalo:
Corriere della Sera/Vivi Milano.it
massimopolidoro (Cicap)
Anni ’80
In questi giorni ho traslocato.
Unica nota negativa, la mia assenza dal blog, non che prima fossi molto più presente…
Tra gli aspetti positivi, oltre l’aver abbandonato lo smog cittadino e l’inquinamento acustico, mi ha reso felice ritrovare in mezzo a scatoloni vari alcune bobine e nastri di mie incisioni audio degli anni ’80, quando studiavo musica elettronica.
E non le avevo più ascoltate da allora.
Devo trovare qualcuno con un Teac per i bobinoni.
Ho invece ascoltato una cassetta con esperimenti che effettuavo con un campionatore Akai,

by synthmuseum
una Yamaha DX7 esclusivamente come master keyboard,

by obsolete.com
un Yamaha CX5 per il sequencing,

by obsolete.com
un rack rev yamaha digitale di cui non ricordo la serie, un Mac 512 (per farci cosa? mah..),

by cg.tuwien.ac.at
un Arp 2500,
.jpg)
by omda.org.hk
e un TEAC a 4 piste,

by arafel.org
all’epoca tutti strumenti in dotazione presso l’aula di Musica Elettronica del Conservatorio di Musica di Padova; mica male, per essere un corso di musica straordinario.
Mi sono reso conto ancor di più di come il progresso audio-tech abbia influenzato il mio modo di comporre musica elettroacustica – oggi lavoro esclusivamente con campioni vocali, un pc e un software di audio editing. Ho inserito queste apparentemente inutili immagini in onore dei tempi andati e per evidenziare la mastodontica differenza di mezzi tra gli strumenti utilizzati e che utilizzo.
Durante l’ascolto mi è tornata in mente quella tragica sera della strage calcistica allo stadio Heysel del 1985. Mentre delle persone perdevano la vita (lo seppi ovviamente dopo) io stavo eseguendo ad un saggio una mia composizione per pianoforte e nastro magnetico.
Alle sonorità del nastro sovrapposi una totale improvvisazione su uno Stainway gran coda, strumento che in vita mia, pur essendo studente di pianoforte, avevo solamente osservato da lontano con una buona dose di timore.
Bella emozione, avere il mitico Stainway gran coda sotto le dita non per eseguire Chopin o Mozart ma qualcosa di non ancora deciso.
Grazie Alfonso.
Grazie Mauro.
A breve una pagina di audio-ascolti.
Comparazione di due segnali audio…
…per evidenziarne anche micro-differenze strutturali, ad esempio per determinare se sono perfettamente identici.
Di solito utilizzo il software di editing audio Audition (ex Cool Edit Pro, del quale potete scaricare qui una versione perfettamente funzionante per 21 giorni), ma probabilmente tale operazione si potrà effettuare anche con Wave Lab e altri.
Carico due file audio monofonici – in questo caso due file differenti solo nel volume – col solito FileOpen…, meglio se entrambi in formato wav o mp3 (ho ridotto a monte le immagini)
Ora devo creare un segnale stereo formato da canale sin= file1 e canale dx= file2 (poi si capirà perchè).
Ecco il procedimento: doppio click su File1 per visualizzare la forma d’onda
ora selezionando EditConvert Sample Type mi si aprirà la seguente schermata:
nella quale dovrò settare Left Mix a 100% e Right Mix a 0% per ottenere un segnale stereofonico con canale sin= File1 e canale dx= vuoto:
a questo punto devo riempire il canale destro con File2; per fare ciò clicco due volte su File2 per visualizzarne l’onda, e lo copio con EditCopy. Torno su File1, seleziono il canale destro posizionando il cursore verso il bordo basso del canale stesso clicco col tasto sin, porto il cursore giallo all’inizio quindi con EditPaste incollo il File2:

ora devo deselezionare il canale dx per rendere attivo anche il canale sin, ottenendo così un file audio stereo di nome File1 composto da due segnali audio di mia scelta, in questo caso File1 originario e File2:

Bene, all’inizio ho detto che ho scelto due file differenti solo in ampiezza (volume), infatti a occhio si vede che la forma d’onda del canale dx, File2, è leggermente più “grassa”.
Non mi rimane che effettuare questa operazione (invertendo i termini il risultato non cambia):
File1 – File2
(da leggersi File1 meno File2)
per fare ciò, EditConvert Sample Type quindi mi si aprirà questa finestra che già ho utilizzato e inserisco i valori appropriati:

cliccando su OK otterrò un file monofonico rappresentante la differenza (e quindi le differenze acustiche) tra File1 e File2:

Ciò mi fa capire che i due file non sono perfettamente identici.
Nel caso di due file perfettamente uguali otterrei un file vuoto, cioè questo:










