Tertium Auris Blog

vocal analysis and sound experimentation

overtone singing

Il canto armonico è una modalità di emissione vocale mediante la quale, alterando le risonanze del Vocal Tract, si manipolano le formanti vocali, andando ad agire sull’intensità di alcune componenti armoniche.
Espresso in maniera molto riduttiva, il Canto Armonico permette l’emissione vocale di due suoni contemporaneamente, ciascuno con caratteristiche timbriche e altezze diverse, ovvero in un determinato rapporto matematico ben preciso. Questo da un punto di vista puramente acustico-estetico, ma vedremo in seguito come ciò rappresenti solamente l’aspetto esteriore di tale tipo di emissione vocale.

Ciò che non lascia mai indifferente l’ascoltatore o l’esecutore di canto armonico è la successione melodica dei suoni armonici, mattoni di qualsiasi evento sonoro, che vengono evidenziati contemporaneamente al suono fondamentale.

La pratica del canto armonico può divenire una via di autorealizzazione mediante il suono, è l’antica esperienza dell’OM, vibrazione universale accessibile a tutti attraverso tecniche vocali (mantra, canto mongolo e tibetano) che non richiedono preparazione musicale specifica.
Tale pratica facilita il contatto con livelli sottili di coscienza e può essere utilizzata a scopo di espansione della propria sfera sensoriale, meditazione, canto di gruppo, programmazione di stati di coscienza, conoscenza di se stessi.

Le origini
Il canto degli armonici è un corpus di tecniche vocali che hanno in comune la peculiarità di rendere chiaramente percepibili gli armonici di un suono fondamentale.
Le tecniche più note provengono dall’Asia centrale, ma si ha ragione di ritenere che esse fossero diffuse in tutto il mondo, e che anzi possano essere state rappresentative della prima “musica” dell’umanità.

Usate da tempo immemorabile in contesti rituali sciamanici e di autorealizzazione, sono state riscoperte e diffuse in occidente da musicisti contemporanei a partire dalla fine degli anni ’60, riaprendo le porte di un mondo una volta rigorosamente iniziatico, nel quale valenze acustiche, geometriche, matematiche e filosofiche si intrecciano fluidamente in forma sonora.

Il canto di gola, o throat singing, è diffuso in tutta l’asia centrale, in Mongolia, nella repubblica di Tuva.
Si accennerà solo ad alcuni stili, data la loro quantità.
Le tecniche di throat singing sviluppate nella regione di Tuva sono riconducibili a cinque:

Sygyt
la fondamentale e le armoniche basse sono molto deboli, per cui si avverte prevalentemente un simil-fischio.
Comincia senza armonici evidenti, che verranno amplificati in seguito.

fondamentali molto basse da 55 a 65 Hz.

Ezengileer
caratterizzato da passaggi ritmici veloci tra gli armonici.
Considerato alquanto difficile e quindi raro.

Khomei
letteralmente gola, faringe.
Termine usato per indicare il canto difonico in generale.
È considerato lo stile più antico da molti cantanti Tuvani.
Molto simile al Sygyt ma più morbido.

Borbannadyr
dal verbo borbanna, rotolare sopra.
Simile al Kargiraa con fondamentali più acute (registro baritonale) e con risonanza più nasale.
In Mongolia vi sono vari stili che prendono nome dalla zona di maggior risonanza:
kevliin = ventre
tseedznii = petto
bagalzuuryn = gola
xamryn = nasale
e sono generalmente caratterizzati da un marcato vibrato.

Anche in Uzbekistan e Kazakistan esiste una tradizione di canto popolare in cui si utilizza la difonia.

Un tipo di difonia viene praticata tradizionalmente dalle donne delle popolazioni Xhosa dell’Africa del Sud con una qualità del suono simile al kargiraa; tuttavia questo tipo di emissione vocale, chiamato umngqokolo, non permette di ottenere armonici molto brillanti.

****************************************************************************************