Tertium Auris Blog

vocal analysis and sound experimentation

vox

PREMESSA

In questa sede non si vuole proporre verità assolute, non credo ve ne siano, solo elementi su cui poter ragionare per arrivare a trarre delle proprie personali, anche se magari momentanee, conclusioni. E non si desidera nemmeno riproporre quanto già scritto in molti altri portali più o meno autorevoli sul mondo vocale, o meglio, si intende farlo in maniera differente, non enunciando postulati e tesi, ma lanciando ipotesi su cui poter discutere.

Probabilmente sarete a conoscenza del concetto di risonanza.
Ho notato che tale concetto rivolto all’emissione vocale non è sempre chiaro nella didattica di certi insegnanti di canto – e loro allievi di conseguenza. Stiamo parlando di uno strumento duttilissimo e dalle infinite possibilità, la voce, del quale possediamo un controllo spesso inconsapevole e sommario, anche per il fatto che non ne conosciamo bene la struttura.
Ora, un aspetto che credo tutti si possa condividere è questo, postulato appartenente a numerose tecniche vocali:

ad una precisa conoscenza fisiologica dell’apparato fonatorio
devo abbinare un database mentale di schematizzazioni figurative e propriocettive

Secondo me la questione è molto semplice (non la sua risoluzione); come potrei spiegare ad un non-udente la mia sensazione di suono? Probabilmente potrei cominciare con una spiegazione del concetto e sensazione di vibrazione.
Aiutandomi con esempi pratici e tattili, la sua mano sulla sua laringe durante le fonazione, ed esempi figurativi ed acustici quali fontanelle, cucchiai, spilli, fori sulla nuca o sotto al naso e quant’altro per fargli comprendere sensazioni riconducibili a focalizzazione, punta, maschera, cavità, colore, corpo, nasalizzazione, indietro, avanti, …, tutti termini che non amo particolarmente in questo ambito, data la loro oggettività praticamente inesistente, ma evidentemente utili strumenti allo scopo.
In effetti è quello che fa anche l’insegnante di canto con l’allievo alle prime armi, in questo caso non-udente nel senso di non-abituato-ad-ascoltarsi ed ancora ignaro ed inconsapevole di come sia strutturato fisiologicamente il proprio strumento.

Ho ritenuto questa premessa necessaria e doverosa.