Tertium Auris Blog

vocal analysis and sound experimentation

intro

I bassi, baritoni, tenori e contralti risultano essere più timbrati rispetto alle voci femminili acute:
ciò si può dedurre analizzando il suono vocale di una soprano, la cui formante alta di canto (o rinforzo formantico, o extra formante) risulta di bassa intensità.
La sensazione di suono brillante (che non è sinonimo di timbrato) tipico dei soprani è infatti determinato più che dalla scarsa rilevanza della formante alta di canto quanto dalla maggiore intensità rispetto alle altre voci delle prime componenti armoniche (ricordiamoci che la F0, frequenza fondamentale corrisponde al 1° componente armonico) e quindi del 1° formante.
In alcuni casi il 1° armonico coincide con il 1° formante, data la sua elevata intensità.
Ma come si può ottenere questa sensazione di brillantezza sopranile?

aumentando negli acuti l’apertura della bocca

Quindi si evince che nelle voci maschili o di contralto noi percepiamo soprattutto l’intensità della formante di canto, mentre nelle voci femminili acute la frequenza fondamentale potenziata dalla sovrapposizione della prima formante.
Non solo, il tutto è condito dal fatto che oltre ai parametri quali intensità e frequenza vi è pure l’influenza della vocale che si sta emettendo, la quale influenza la tensione tra muscolo cricotiroideo e tiroaritenoideo.

Divaghiamo un attimo:

  • salendo verso gli acuti senza coprire il suono si giunge prima o poi alla rottura, nonchè ad enorme stress muscolare

nella vocalità pop o belting, voce piena e spinta, il tempo di contatto tra le corde vocali si allunga, determinando la formazione di armoniche fino ai 5000 Hz con conseguente emissione graffiata, spinta, forzata, strìdula, compressa, … (ipercinesia fonatoria) con corrispondente perdita della caratteristica di copertura e rotondità del suono lirico.
Queste appena citate sono modalità di emissione non corrette dal punto di vista dell’igiene vocale.